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Intacs anelli intrastromali

I malati di cheratocono, malattia che causa una deformazione conica della cornea verso l’esterno dell’occhio, hanno due esigenze primarie: vedere meglio e arrestare la malattia di cui sono vittime.

I traguardi che possono essere raggiunti dagli Intacs®, Anellini Intracorneali conosciuti anche come “Anelli Intrastromali”, piccoli segmenti curvilinei a forma di “c” che, inseriti all’interno della cornea, determinano una tensione verso la periferia della stessa appiattendo così la zona centrale dove è presente il cheratocono. Il risultato è una riduzione notevole dell’astigmatismo e della miopia, e un netto miglioramento della visione complessiva.

Fino a qualche tempo fa la tecnica chirurgica classica prevedeva l’uso di uno strumento manuale meccanico, una sorta di trapano in miniatura, che creava un tunnel all’interno dello spessore corneale per ospitare gli anellini intrastromali. Oggi, invece, l’innovazione tecnologica ha messo a disposizione dei chirurghi il laser a Femtosecondi che garantisce un’operazione molto più rapida, precisa e sicura. Non a caso, l’utilizzo clinico degli Intacs è stato riconosciuto dall’Ente Americano FDA (Food and Drugs Administrator) e dalla Comunità Europea come metodo adatto per la cura del cheratocono.

Anelli INTACS

Dimensione degli
Anelli INTACS

L’intervento è ambulatoriale e dura circa 30 minuti, come risultato la vista sarà più nitida già nelle primissime ore dopo l’operazione e migliorerà anche la tollerabilità di lenti a contatto. Dopo aver instillato del collirio anestetico e antibiotico negli occhi, il chirurgo pratica con il laser a Femtosecondi uno o due sottili tunnel nello spessore della cornea dove poi verranno inseriti gli anelli intrastromali. A distanza di 3 mesi dall’inserimento degli anelli è possibile eseguire il Cross Linking per rinforzare la struttura corneale.

I vantaggi di questa tecnica sono evidenti:

  • possibilità di rimozione senza conseguenze degli anellini nel caso in cui ci sia bisogno di un trapianto di cornea;
  • assenza di asportazione di tessuti, sostituita da un rimodellamento della cornea dall’interno;
  • riduzione immediata della miopia e dell’astigmatismo presenti nel cheratocono;
  • procedura chirurgica minimamente invasiva grazie anche all’utilizzo del laser a Femtosecondi;
  • tempo di recupero della vista dopo l’intervento nell’ordine di pochi giorni rispetto ai mesi di un trapianto di cornea;
  • alte possibilità di ritardare l’avanzamento del cheratocono.

Gli svantaggi:

  • il costo piuttosto elevato dell’intervento;
  • possibili le infezioni o estrusioni dei segmenti tali da richiederne la rimozione.

Dott. Claudio Lucchini Chirurgia refrattiva - cheratocono

Cheratocono – Cross linking corneale

Cross Linking Corneale

Intervento di Cross Linking

Il Cross Linking Corneale è la recente tecnica utilizzata per curare il cheratocono evolutivo nei primi stadi, la degenerazione marginale pellucida, l’ectasia corneale dopo trattamenti di chirurgia refrattiva e negli sfiancamenti dovuti a precedenti interventi di cheratotomia radiale (RK).

Si utilizza una soluzione di Vitamina B2 con destrano (uno zucchero) al 20% in una composizione che assomiglia ad una gelatina giallastra messa a contatto con la cornea a cui è stato precedentemente asportato l’epitelio secondo la metodica chiamata EPI-OFF. In certi casi è possibile non rimuovere l’epitelio ed eseguire i Cross Linking con tecnica EPI-ON.

Cross Linking Corneale

Preparazione di Riboflavina

La successiva esposizione di raggi UVA (370 nm), emessi da un particolare apparecchio, attiva i radicali liberi di ossigeno che inducono una desaminazione ossididativa del collageno ed una conseguente formazione di nuovi ponti molecolari intraelocoidali ed interfibrillari.
Possiamo quantificare tale effetto nell’aumento dello spessore delle fibre di collageno con conseguente aumento della rigidità della cornea ed una maggior resistenza all’attacco della pepsina, un enzima in grado di distruggerla.

Il risultato ottenuto con il trattamento di Cross Linking è quello di bloccare il cedimento e assottigliamento strutturale della cornea e non tanto di eliminare gli occhiali o lenti a contatto.

Dott. Claudio Lucchini - Cross linking corneale

Contatto della Riboflavina
con la cornea

Visita pre operatoria

Valutazione generale del paziente, considerazione delle sue abitudini di vita e della aspettative, studio approfondito del difetto visivo e dell’occhio nel suo insieme.
Consegna del consenso informato e della terapia pre operatoria, organizzazione della data dell’intervento.
L’intervento è ambulatoriale


L‘intervento di Cross Linking Corneale Epi-off in 6 passaggi:

  1. Detersione della cute palpebrale, instillazione di collirio con pilocarpina per indurre il restringimento della pupilla, applicazione di cerotti di plastica trasparente per il contenimento della ciglia , pulizia del sacco congiuntivale con Oftasteril e lavaggio, instillazione di collirio anestetico.
  2. Rimozione dell’epitelio corneale con spatola nella tecnica Epi-off.
  3. Copertura della cornea con gel di Riboflavina per 15’. (fase d’imbibizione)
  4. Irradiazione e continua imbibizione della cornea con la soluzione di Vitamina B2 per 6 fasi da 5’ ciascuna per un totale di 30’. (fase d’esposizione)
  5. Lavaggio con BSS e colliri antibiotici.
  6. Applicazione di lente a contatto terapeutica.

Vantaggi

  • Trattamento sicuro ed efficace, raramente è necessario ripeterlo.
  • Blocca l’avanzamento della malattia.
  • Riduce a volte l’astigmatismo anche di 1,5 – 2 diottrie.
  • Netta riduzione delle aberrazioni di alto ordine rendendo la visione più nitida.
  • Rende più facile il porto di lenti a contatto.
  • L’effetto curativo continua per diversi mesi .

Svantaggi

  • Nei primi tre mesi dopo l’intervento la vista cala notevolmente per poi risalire e migliorare
  • Per il trattamento completo di un occhio il paziente deve rimanere sdraiato per un ora.
  • Opacità corneale, raro e generalmente risolvibile con l’uso di colliri.
  • Ritardo di riepitelizzazione.
  • Trattamento generalmente non eseguibile se lo spessore corneale nel punto più sottile è inferiore a 390 micron.