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GLAUCOMA

Il glaucoma è una malattia oculare che colpisce 60,5 milioni di persone nel mondo causando cecità in circa 8,4 milioni di pazienti.
In Italia circa 1 milione di persone ne è colpita, ma soltanto la metà sembra esserne a conoscenza.

Per quale motivo?

Perché il glaucoma è una malattia che si presenta inizialmente in forma asintomatica e lenta.
Ma se non diagnosticata e curata in tempo può provocare danni permanenti alla vista.

Glaucoma, quali sono i sintomi?

Il glaucoma è causato dall’aumento della pressione oculare che riduce progressivamente il campo viso e provoca danni permanenti al nervo ottico.
Inizialmente non presenta alcun sintomo e proprio per questo motivo il paziente è spesso inconsapevole di esserne affetto.

Come si può diagnosticare?

Per una prima diagnosi è sufficiente una vista oculistica di routine con misurazione della pressione oculare.
Se durante la visita si rivela un rialzo dei valori pressori, è necessario approfondire con accertamenti come il campo visivo, la curva tono metrica e la gonioscopia.
In casi normali i valori della pressione oculare non devono superare i 16 mmHg.
Se sono di poco superiori ma senza alterazioni del campo visivo, si definisce ipertono oculare e sono necessari controlli frequenti.
Se la pressione è alta la papilla ottica è escavata ed esistono danni al campo visivo allora si tratta di glaucoma.
È necessario dunque intervenire rapidamente con una cura, generalmente a base di colliri che riducono la pressione intra oculare.

Età e familiarità, due fattori da non sottovalutare.

Se nella propria famiglia è presente un caso di glaucoma, è importante avvertire subito il proprio medico oculista in quanto si aumenta la possibilità di sviluppare la malattia.
In questo caso sono necessari controlli pianificati e periodici fin dalla giovane età.
Se non si riscontrano casi in famiglia è bene considerare che anche l’età influisce sulla percentuale di sviluppo della malattia.
Generalmente dopo i 40 anni si consiglia un visita oculistica annuale.

Glaucoma, come si cura?

Il glaucoma e una malattia che può essere curata con terapia medica, laser terapia e chirurgia.
E’ fondamentale che la malattia venga diagnosticata precocemente e che il paziente sia seguito con periodicità dal suo oculista curante.
Devono essere somministrate le cure appropriate seguendo l’evoluzione della malattia attraverso controlli periodici della pressione oculare, del campo visivo e con tutti gli altri accertamenti che la moderna oftalmologia offre oggi.
Quando si sono instaurati danni al nervo e/o al campo visivo o in altre strutture, questi non possono regredire.
In questo caso si parla di glaucoma come una “malattia senza ritorno”.
Ciò vuol dire che l’intervento si propone soprattutto di evitare la progressione della malattia e il peggioramento degli effetti negativi: l’acuità visiva non può essere migliorata ma ben conservata.

Terapia medica

Inizialmente la prima terapia proposta è a base di collirio per ridurre la pressione intraoculare.
Se è ben tollerata e porta a un buon controllo della pressione oculare, può essere utilizzata per lungo tempo.
In questo caso è fondamentale non sospendere mai la terapia perché solo l’utilizzo continuato agisce sul controllo del glaucoma.
Una terapia efficace è indispensabile per mantenere più a lungo l’integrità delle strutture oculari, in particolare le fibre nervose del nervo ottico, e quindi la conservazione della qualità del campo visivo.

Esistono molti tipi di colliri distinti in diverse categorie farmacologiche:
• Betabloccanti
• Derivati delle prostaglandine e prostamidi
• Inibitori dell’anidrasi carbonica
• Simpaticomimetici o agonisti adrenergici
• Miotici

Alcuni farmaci agiscono nel ridurre la produzione dell’umore acqueo, altri ne facilitano il deflusso.
Ecco un analisi più specifica.

Betabloccanti
Ad oggi sono i più utilizzati. I principali principi attivi sono timololo, carteololo, levobunololo, befunololo, betaxololo e hanno la stessa azione ipotonizzante con una o due somministrazioni al dì.
Risultano controindicati nei casi in cui il paziente soffra di malattie respiratorie quali asma o malattie cardiocircolatorie come la bradicardia o l’insufficienza cardiaca.

Prostaglandine e Prostamidi
Sono le terapie di più recente introduzione e svolgono la loro azione aumentando il deflusso dell’umore acqueo.
I principi attivi sono bimatoprost, latanoprosted e travoprost, che creano una riduzione della pressione dell’occhio da 20 a 35%.La somministrazione è di una volta al dì.
Nelle terapie prolungate possono portare ad un aumento della pigmentazione dell’iride e dello spessore, lunghezza e numero delle ciglia.

Inibitori dell’anidrasi carbonica
Presenti sia come colliri che come compresse, l’azione è di abbassamento della pressione dell’occhio mediante una riduzione della produzione di umore acqueo.
I principi attivi sono acetazolamide e diclorfenamide nelle compresse, brinzolamide e dorzolamide nei colliri.

Simpaticomimetici
La loro azione è quella sia di ridurre l’umore acqueo sia di aumentarne il deflusso.
I principi attivi sono dipivefrina, clonidina, apraclonidina e brimonidina.
La somministrazione è di due o tre volte a giorno.
Raramente possono dare irritazione all’occhio, influenza sul diametro pupillare e sulla capacità di accomodazione.

Miotici
Oggi giorno scarsamente utilizzati, la loro azione è quella di aumentare il deflusso dell’umore acqueo.
I principi attivi sono la pilocarpina, la aceclidina e il carbacolo. L’effetto è il restringimento del diametro pupillare e un’azione sulla capacità di accomodazione.
Le controindicazioni sono in casi di malattie respiratorie, strutture retiniche delicate e miopie elevate.

Farmaci Vasoattivi
I più studiati sono i calcioantagonisti.
Molecole come la flunarizina o la nimodipina e altre somministrate per via generale provocherebbero una vasodilatazione che aumenterebbe il flusso del sangue e quindi il nutrimento delle fibre nervose.

Neuroprotettivi
Tra i farmaci più studiati troviamo:
• memantina, utilizzata per il trattamento della demenza senile
• citicolina la cui attività e completata dall’azione dell’acido folico che svolgerebbe un’azione di neuro protezione
• Coenzina Q10, efficace contro la morte delle cellule nervose

Terapia Laser

Gli interventi laser vengono presi in considerazione quando la terapia medica non è più sufficiente a controllare in modo appropriato la pressione oculare o la progressione della malattia.

Argon Laser Trabeculoplastica
Si utilizza in caso di glaucoma ad angolo aperto ed ha lo scopo di potenziare il deflusso dell’umore acqueo dall’occhio; in esso il laser agisce a livello del trabecolato cercando di ampliare le maglie.
Attraverso la lente focalizzante il raggio laser è indirizzato sul tessuto da trattare, dove vengono emessi numerosi colpi, chiamati spots.
L’intervento è eseguito in ambulatorio, in anestesia topica e dura circa dieci minuti.

Iridotomia con Yag Laser
Si utilizza in caso di glaucoma ad angolo chiuso formando una nuova via di passaggio di liquido fra la camera posteriore e quella anteriore, praticando un forellino nell’iride.
Il trattamento dura poche decine di secondi ed è eseguito in ambulatorio con anestesia topica.

Chirurgia del Glaucoma

La microchirurgia è indispensabile quando è necessario ottenere un abbassamento immediato della pressione, stabile e duraturo.
Gli interventi antiglaucomatosi hanno lo scopo di aprire un passaggio nelle pareti dell’occhio, per consentire l’uscita dell’umore acqueo in eccesso.

L’anestesia utilizzata più frequentemente è quella locale, l’intervento avviene in ambulatorio o con ricovero e il paziente può tornare a casa nello stesso giorno o rimanere ricoverato uno o due giorni.
A seconda del tipo di glaucoma, l’intervento viene effettuato con tecniche diverse:
- Per il glaucoma acuto si esegue l’iridectomia periferica
- Per il glaucoma cronico ad angolo aperto si esegue la trabeculectomia

Nel post-intervento l’occhio viene bendato per uno o due giorni. Il bendaggio è poi sostituito con occhiali scuri.
La guarigione completa avviene di norma entro uno o due mesi.