Occhio secco - Dot. Claudio Lucchini - Oculista Medico Chirurgo - Milano

Occhio secco – diagnostica

TEAR LAB SYSTEM

L’iperosmolarità lacrimale è il segno caratteristico delle sindromi dell’occhio secco e la misura di questo parametro è stata proposta come gold standard per la diagnosi di cheratocongiuntivite secca.
Tear Lab System (OcuSens) è un sistema che determina l’osmolarità attraverso la misura dell’impedenza elettrica del campione di lacrima (0.05 ml) che viene prelevato direttamente dallo strumento che effettua la misura.

Siamo tra i primi a Milano a poter offrire questa nuova tecnologia e dare ai nostri pazienti un supporto sempre più efficace per la cura dell’occhio secco.

Questo strumento, recentemente commercializzato in Europa e negli Stati Uniti, appare più affidabile poiché necessita di un campione di lacrima molto piccolo e che non richiede trasferimento.
L’osmolarità lacrimale è un marcatore fisiologico reale, e non un “segno” della patologia, come ad esempio la colorazione della cornea o il BUT.
Oltretutto è quantizzata da un NUMERO che ne determina lo stato della gravità della malattia.
L’osmolarità è un marcatore globale della malattia che potremmo paragonare alla misurazione della temperatura corporea: quando quest’ultima supera i 37 ° C significa che esiste uno stato infettivo.

Le lacrime hanno una omeostasi corretta equivalente a quella del sangue, che è tra 280-295 mOsm / L.
Valori pari o superiori a 308 mOsm/L indicano l’iperosmolarità della lacrima con tutti gli effetti negativi che a cascata produce sulla cornea e congiuntiva come: occhio rosso, continua sensazione di corpo estraneo, dolore durante la notte, apertura dolorosa delle palpebre al mattino, fotofobia ecc.

La corretta osmolarità lacrimale determina inoltre una maggiore precisione nelle misurazioni effettuate dagli strumenti dedicati alla chirurgia della cataratta (calcolo del cristallino artificiale mono o multi focale) e nella chirurgia refrattiva laser.

TEST DI SCHIRMER

È eseguito per determinare la quantità di lacrime che bagnano l’occhio e quindi per valutare se l’occhio è secco; si esegue posizionando a livello del bordo congiuntivale una striscia di carta bibula pre-calibrata e si chiede al paziente di chiudere gli occhi.
La lacrima impregna la striscia e vi risale; la lettura del livello raggiunto dalla lacrima determina in millimetri la quantità di lacrima prodotta dal paziente.

TEST RPS INFLAMMADRY DETECTOR

Il test RPS Inflamma Dry Detector è un test rapido di immunodosaggio per il rilevamento visivo e qualitativo in vitro di livelli elevati della proteina MMP-9 nelle lacrime umane, utilizzabile come ausilio per la diagnosi dei pazienti con sindrome da occhio secco.
L’MMP-9 è un marker infiammatorio aspecifico, generalmente riscontrato a livelli elevati nelle lacrime dei pazienti affetti da occhio secco.
I livelli normali di MMP-9 (ng/ml) nelle lacrime umane vanno da 3 ng/ml a 40 ng/ml [5-10].
L’MMP-9 gioca un ruolo fisiologico nella regolazione della desquamazione dell’epitelio corneale.

BUT – BREAK UP TIME

Il test indica il tempo di rottura e la stabilità del film lacrimale.
Si esegue in lampada a fessura (con luce di Wood blu cobalto) instillando una goccia di fluoresceina.
Durante il test il paziente deve mantenere gli occhi aperti e si calcola il tempo tra un ammiccamento completo e la comparsa di alcune aree scure sulla superficie oculare.
Un BUT superiore ai 10/15 secondi è nella norma mentre sotto i 10 secondi viene considerato patologico.

TEST OSMOLARITÀ

Il sistema utilizza un piccolo campione di film lacrimale per valutare la concentrazione di elettroliti fornendo una lettura dell’osmolarità, cioè della tonicità. I pazienti con elevati livelli di osmolarità hanno verosimilmente una sindrome dell’occhio secco già avanzata.

LAVAGGIO DELLE VIE LACRIMALI

Il lavaggio delle vie lacrimali è un metodo utilizzato per la diagnosi di eventuali ostruzioni dei canali lacrimali.
Il sondaggio e il lavaggio delle vie lacrimali sono interventi semplici e non dolorosi, eseguibili in ambulatorio.
Per il lavaggio, lo specialista instilla nell’occhio del paziente qualche goccia di collirio anestetico, inserisce una cannula nel condotto lacrimale inferiore o superiore e inietta soluzione fisiologica sterile, con antibiotico, tramite una siringa con un ago dalla punta smussata. Quando non sono presenti ostruzioni delle vie lacrimali, vi è il deflusso del liquido attraverso il naso, con l’arrivo in gola.