Il ladro silenzioso della vista!
Il glaucoma è una malattia che si presenta inizialmente in forma asintomatica e lenta, ma se non diagnosticata e curata in tempo può provocare danni permanenti alla vista.

CHE COS’È IL GLAUCOMA

Il glaucoma è una malattia oculare che colpisce 60,5 milioni di persone nel mondo causando cecità in circa 8,4 milioni di pazienti. In Italia circa 1 milione di persone ne è colpita, ma soltanto la metà sembra esserne a conoscenza.

È causato dall’aumento della pressione oculare che riduce progressivamente il campo viso e provoca danni permanenti al nervo ottico. Inizialmente non presenta alcun sintomo e proprio per questo motivo il paziente è spesso inconsapevole di esserne affetto.

COME SI PUÒ DIAGNOSTICARE

Per una prima diagnosi è sufficiente una vista oculistica di routine con misurazione della pressione oculare. Se durante la visita si rivela un rialzo dei valori pressori, è necessario approfondire con accertamenti come il campo visivo, la curva tonometrica e la gonioscopia, pachimetria, tomografia a luce coerente (OCT) ed altri esami per lo studio della papilla ottica e delle fibre nervose peripapillari. (RNFL).

In casi normali i valori della pressione oculare non devono superare i 16 mmHg. Se sono di poco superiori ma senza alterazioni del campo visivo, si definisce ipertono oculare e sono necessari controlli frequenti.
Si tratta di glaucoma se la pressione è alta, la papilla ottica è escavata e si riscontrano danni al campo visivo.
In questo caso è necessario intervenire rapidamente con una cura, generalmente a base di colliri, che riduce la pressione intra oculare.

ETÀ E FAMILIARITÀ: DUE FATTORI DA NON SOTTOVALUTARE

Se nella propria famiglia è presente un caso di glaucoma, è importante avvertire subito il proprio medico oculista in quanto aumenta la possibilità di sviluppare la malattia.
In questo caso sono necessari controlli pianificati e periodici fin dalla giovane età.
Se non si riscontrano casi in famiglia è bene considerare che anche l’età influisce sulla percentuale di sviluppo della malattia.
Generalmente dopo i 40 anni si consiglia un visita oculistica annuale.

Altri fattori di rischio sono la miopia, il diabete, il ridotto spessore corneale centrale, i traumi e gli interventi chirurgici, le malattie oculari, la ridotta perfusione del nervo ottico.

GLAUCOMA, COME SI CURA?

Il glaucoma e una malattia che può essere curata con terapia medica, laser terapia e chirurgia.
E’ fondamentale che la malattia venga diagnosticata precocemente e che il paziente sia seguito con periodicità dal suo oculista curante.
Devono essere somministrate le cure appropriate seguendo l’evoluzione della malattia attraverso controlli periodici della pressione oculare, del campo visivo e con tutti gli altri accertamenti che la moderna oftalmologia offre oggi.
Quando si sono instaurati danni al nervo e/o al campo visivo o in altre strutture, questi non possono regredire.
In questo caso si parla di glaucoma come una “malattia senza ritorno”.
Ciò vuol dire che l’intervento si propone soprattutto di evitare la progressione della malattia e il peggioramento degli effetti negativi: l’acuità visiva non può essere migliorata ma ben conservata.

TERAPIA MEDICA

Inizialmente la prima terapia proposta è a base di collirio per ridurre la pressione intraoculare.
Se è ben tollerata e porta a un buon controllo della pressione oculare, può essere utilizzata per lungo tempo.
In questo caso è fondamentale non sospendere mai la terapia perché solo l’utilizzo continuato agisce sul controllo del glaucoma.
Una terapia efficace è indispensabile per mantenere più a lungo l’integrità delle strutture oculari, in particolare le fibre nervose del nervo ottico, e quindi la conservazione della qualità del campo visivo.

Esistono molti tipi di colliri distinti in diverse categorie farmacologiche:

  • Betabloccanti
  • Derivati delle prostaglandine e prostamidi
  • Inibitori dell’anidrasi carbonica
  • Simpaticomimetici o agonisti adrenergici
  • Miotici

Alcuni farmaci agiscono nel ridurre la produzione dell’umore acqueo, altri ne facilitano il deflusso.
I più utilizzati sono:

Ad oggi sono i più utilizzati. I principali principi attivi sono timololo, carteololo, levobunololo, befunololo, betaxololo e hanno la stessa azione ipotonizzante con una o due somministrazioni al dì. Risultano controindicati nei casi in cui il paziente soffra di malattie respiratorie quali asma o malattie cardiocircolatorie come la bradicardia o l’insufficienza cardiaca.
Sono le terapie di più recente introduzione e svolgono la loro azione aumentando il deflusso dell’umore acqueo. I principi attivi sono bimatoprost, latanoprosted e travoprost, che creano una riduzione della pressione dell’occhio da 20 a 35%. La somministrazione è di una volta al dì. Nelle terapie prolungate possono portare ad un aumento della pigmentazione dell’iride e dello spessore, lunghezza e numero delle ciglia.
Presenti sia come colliri che come compresse, l’azione è di abbassamento della pressione dell’occhio mediante una riduzione della produzione di umore acqueo. I principi attivi sono acetazolamide e diclorfenamide nelle compresse, brinzolamide e dorzolamide nei colliri.
Tra i farmaci più studiati troviamo: memantina, utilizzata per il trattamento della demenza senile; citicolina la cui attività e completata dall’azione dell’acido folico che svolgerebbe un’azione di neuro protezione; Coenzina Q10, efficace contro la morte delle cellule nervose.

TERAPIA LASER

Gli interventi laser vengono presi in considerazione quando la terapia medica non è più sufficiente a controllare in modo appropriato la pressione oculare o la progressione della malattia.

CHIRURGIA DEL GLAUCOMA

La microchirurgia è indispensabile quando è necessario ottenere un abbassamento immediato della pressione, stabile e duraturo. Gli interventi antiglaucomatosi hanno lo scopo di aprire un passaggio nelle pareti dell’occhio, per consentire l’uscita dell’umore acqueo in eccesso.
L’anestesia utilizzata più frequentemente è quella locale, l’intervento avviene in ambulatorio o con ricovero e il paziente può tornare a casa nello stesso giorno o rimanere ricoverato uno o due giorni.

  • Trabeculectomia protetta
  • Sclerectomia profonda
  • Impianto di mini-shunt (Ex-PRESS®) e simili.
  • Needling della bozza filtrante con antimetaboliti, nel caso di fallimento di pregresse chirurgie per esiti cicatriziali
  • Impianto di protesi drenanti (ad esempio di Baerveldt) nei glaucomi refrattari
  • Chirurgia della cataratta in casi particolari può essere sufficiente a ridurre la pressione intraoculare o può agevolare l’esecuzione dell’intervento chirurgico per glaucoma.

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